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Acate
affonda le radici della sua storia nei periodi preistorici, come
testimoniano molti reperti archeologici, che sono stati ritrovati
in diverse zone del territorio.
Molti
sono i reperti trovati in altre zone che confermano la presenza,
nel territorio, di Siculi, di Romani, di Bizantini e di Saraceni,
con i quali compare per la prima volta un nuovo casale: Odogrillo.
I
primi documenti che parlano di Odogrillo risalgono al 1278, quando
Carlo d'Angiò, per condurre l'impresa di Soria, in Spagna, richiese
da Odogrillo una provvigione. Odogrillo passó quindi alla potente
famiglia dei Chiaramonte e venne a far parte della Contea di Modica.
Dopo questo periodo non si hanno piú notizie di Odogrillo e la sua
decadenza puó essere spiegata con il fatto che, non avendo il centro
una numerosa popolazione ed essendo circondato da una campagna paludosa
e malsana, si sia andato via via spopolando.
Con
la scomparsa di Odogrillo, nella valle del Dirillo, prende sempre
piú importanza il casale di Biscari, un modesto stanziamento
forse di origine greca, e perdurato fino al XV secolo, quando, sotto
i Castello, comincia ad assumere la fisionomia di un centro abitato
di una certa importanza.
Nel
1938, su iniziativa di Carlo Addario, uno studioso locale, il nome
della cittá fu cambiato da Biscari in Acate. ll motivo del cambiamento
fu dovuto non tanto al fatto che qui sbarcó Acate, il fido amico
di Enea, (notizia non confortata da nessuna fonte storica), ma perché
l'attuale fiume Dirillo, veniva chiamato dai Romani Achates, in
quanto lungo le rive del suo corso superiore si trovavano le pietre
di agata, una roccia silicea opalina.
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