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Nella
zona collinare del territorio di Comiso si sono trovate numerose
tracce di insediamenti umani molto antichi dell'epoca neolitica
ed eneolitica. In queste furono impiantate dai Siculi delle officine
di selce, che qui veniva estratta, lavorata ed esportata. Si pensa,
inoltre, che in seguito alla colonizzazione greca, nella località
del Cozzo di Apollo, abbia avuto origine la misteriosa Kasmenai,
la mitica cittá che fonti storiche vogliono sia stata edificata
fra Kamarina e Akrai.
Cospicui
sono i resti di costruzioni greche e romane: particolarmente significativo
il resto di un mosaico pavimentale romano, trovato nei pressi della
Fonte Diana.
L'arrivo dei Bizantini, dopo le scorrerie
barbariche, da' un nuovo impulso di risveglio quando si munisce
la cittá di mura e i vari nuclei abitativi si riuniscono per formare
il casale di Comicio, denominato poi Jhomiso.
L'evoluzione
dell'abitato in epoca bizantina è lenta ma costante, e prosegue,
senza molti traumi, anche dopo la conquista araba. Sotto i Saraceni
il casale di Jhomiso, che in arabo significa "sorgente di acqua",
forse in attinenza con la Fonte Diana, non subi' enormi varianti.
La
vera storia della cittá comincia con gli Aragonesi, che cedono Comiso
in feudo ad un certo Federico Speciario da Messina, nel 1296. Egli
edificò nel nucleo urbano un palazzo-castello e altre fortificazioni,
attorno alle quali si formò il futuro paese.
Nel
1321 il feudo fu ceduto a Berengaro de Lubera, il quale lo cedette
in seguito a Giovanni Chiaramonte, e quindi ai Riggio e nel 1392
al catalano Bernardo Cabrera, conte di Modica. Ma nel 1493 il feudo
comicino fu ceduto da Giovanni Cabrera, figlio di Bernardo, indebitato
fino al collo, ai Naselli, nobili di antica famiglia che tennero
il feudo fino al XVlll secolo e sotto i quali raggiunse livelli
economici e sociali eccezionali, grazie a leggi moderne e piú appropriate
ai nuovi tempi, come la concessione in enfiteusi di una parte dei
possedimenti della famiglia, l'istituzione di una fiera franca da
vincoli doganali, concessioni di franchigie e privilegi vari e altri
provvedimenti.
Con l'inizio del XVII secolo Comiso subisce
degli avvenimenti che rallentano e fanno regredire questi fermenti
di rinnovamento che hanno caratterizzato il secolo precedente: la
fondazione del Casale di Vittoria nel 1607, voluto dalla contessa
Vittoria Colonna, causò un notevole regresso demografico
della popolazione di Comiso. Altri avvenimenti, purtroppo funesti,
furono la terribile pestilenza del 1624 che si abbatté sulla cittadina,
come in tutta la Sicilia causando un alto numero di decessi, e poi
il tragico terremoto del 1693, che causó circa 90 morti ed enormi
danni all'abitato.
Da
questi tristi eventi il popolo comisano seppe risorgere con forza,
ricostruendo tutti gli edifici abbattuti e riproiettandosi con slancio
verso un futuro migliore. Così nascono in questo clima di
fervore costruttivo i palazzi pubblici e privati, nel caratteristico
barocco siciliano, le chiese ed altre costruzioni che hanno resa
famosa la città per la scenografia urbana.
Grazie anche alla volontà ed alla
munificenza dei Naselli nascono a Comiso i primi opifici industriali,
che le danno un notevole impulso economico, come la cartiera, costruita
nel 1729, che sfrutta le acque del fiume lppari, e i saponifici,
costruiti nel 1742 da Filippo Sallemi e Biagio Guarino, che avevano
imparato l'arte dai maestri saponari messinesi. É in questo periodo
che per la famiglia Naselli comincia la fase declinante, tanto che
nel 1754 i successori del conte don Baldassarre, per far fronte
ai debiti sono costretti a vendere una buona parte delle immense
proprietá, che vennero acquistate dagli stessi fittavoli e dai grandi
proprietari terrieri divenuti "baroni" (mediante l'acquisto dei
titoli per mezzo delle loro nuove ricchezze).
Sono gli ultimi sintomi del feudalesimo
e anche per Comiso si apre un periodo di profondo rinnovamento sociale,
prima con l'avvento dei Borboni e poi col Regno d'ltalia.
Nel
periodo fascista fu inaugurato a Comiso l'aeroporto militare, che
in questi ultimi anni era stato trasformato in base missilistica
ormai demilitarizzata.
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